Faq.

Le risposte alle domande più frequenti divise per argomento.
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Prodotto.
Che cosa è il gres porcellanato?

La denominazione gres porcellanato indica un prodotto ceramico, estremamente compatto, avente elevate caratteristiche tecniche (alta resistenza alla flessione, alla scalfittura, all’abrasione, agli agenti chimici ed atmosferici) ed in particolare porosità praticamente nulla. Questa caratteristica indica che in fase di cottura (eseguita a temperature elevate di oltre 1250° C) il prodotto ha chiuso ogni porosità e ciò permette di dichiararlo completamente vetrificato o completamente greificato e di conseguenza ingelivo.

Che differenza c'è tra gres porcellanato smaltato e gres porcellanato a tutto spessore?

Il gres porcellanato a tutto spessore è un prodotto tecnico che mostra in superficie i colori che attraversano tutto il corpo della piastrella. Questa caratteristica fa sì che, nel corso della vita del prodotto, eventuali piccoli segni di usura sulla superficie risultano minimi e non compromettono in nessun modo le caratteristiche funzionali del prodotto stesso. Le particolari valenze estetiche e le prestazioni tecniche rendono il prodotto adeguato all’impiego sia nel residenziale che nel commerciale anche per le sollecitazioni più importanti. Il gres porcellanato smaltato è un prodotto ulteriormente arricchito da applicazioni di smalti e decorazioni sulla superficie per ottenere i più sofisticati effetti estetici desiderati. Per le sue caratteristiche estetiche è tipicamente un materiale particolarmente indicato per un impiego in ambito residenziale o in ambiti commerciali di media sollecitazione.

Che differenza c'è tra piastrelle rettificate e non rettificate?

La ceramica nel processo di cottura subisce una trasformazione dimensionale, riducendosi di circa il 10% dalla dimensione di pressatura. Questo può determinare, sempre all’interno dello stesso formato nominale, piccole differenze di decimi di millimetro fra un pezzo ed un altro con la conseguenza di ottenere dei diversi calibri fra le produzioni. La rettifica è un processo che riguarda il bordo della piastrella; i bordi vengono squadrati attraverso un procedimento meccanico, che rende le piastrelle tutte monocalibro e della stessa esatta dimensione e sono quindi posabili con una fuga minima (consigliata 2 mm); le piastrelle non rettificate mantengono i bordi naturali da pressa e richiedono una fuga maggiore.

Che differenza c’è tra piastrelle da interno e da esterno?

Tutte le piastrelle sono resistenti alle macchie e agli agenti chimici. Una piastrella da esterno, però, deve avere caratteristiche diverse rispetto a quella da interno perché entra in contatto diretto con gli agenti ambientali. Per la posa all’esterno la piastrella deve essere ingeliva e deve avere un elevato coefficiente di antisdrucciolo.

Che cos’è la bicottura?

Il nome bicottura deriva dalle modalità di produzione di questa tipologia di prodotto che prevede due distinte fasi di cottura. Nella prima fase si realizza il supporto. Quest’ultimo viene realizzato con argilla pressata e una volta cotto prende in gergo il nome di “biscotto”. Il biscotto viene poi successivamente decorato mediante smalti colorati e applicazioni superficiali e quindi cotto per la seconda volta per ottenere il prodotto finito. Tipicamente è il prodotto dal quale nasce la ceramica moderna ed ancora oggi si caratterizza per i colori praticamente infiniti che si possono ottenere.

Perché la bicottura solo a rivestimento?

L’utilizzo solo da rivestimento è conseguenza della maggiore fragilità e delicatezza di questo prodotto rispetto ad altre tecnologie che nel frattempo sono nate grazie ad innovazioni di processo ed a nuove argille disponibili. Questo processo continua ad essere utilizzato perché consente una maggiore ricchezza e lucentezza delle superfici rispetto ad altri metodi produttivi. Inoltre, la leggerezza e la facilissima lavorabilità da parte dei posatori, sono i vantaggi che ne fanno un prodotto ancora oggi ideale per rivestire le pareti di bagni, cucine, attività commerciali come bar e ristoranti.

Come può essere la superficie di una piastrella?

La superficie di una piastrella si distingue anche per le sue caratteristiche tattili e visive. Può essere: liscia, strutturata in molti modi o bocciardata, mostrando tutte le caratteristiche del modello che si è preso come riferimento nella costruzione del prodotto. La finitura superficiale del prodotto dopo la cottura è detta naturale. Nel caso del gres porcellanto la si può modificare con un procedimento meccanico chiamato lappatura che modifica la superficie rendendola più meno lucida senza asportare materiale. Solo nel caso del gres porcellanato a tutto spessore si può levigare il prodotto, togliendo fino a 1 mm di materiale dalla superficie pressata, al fine di renderla ancora più lucente perché lucidata a specchio.

Cos'è il tono?

Il tono è la tonalità di colore che caratterizza un determinato lotto produttivo di piastrelle. Poiché nella fabbricazione industriale è quasi impossibile produrre pezzi di identica tonalità cromatica, prima del confezionamento si provvede a raggrupparle per omogeneità di colore, cioè per tono. Va inoltre aggiunto che il tono può leggermente differire anche da produzione a produzione nel tempo, in quanto trattasi sempre di materie prime che subiscono una cottura ed una trasformazione chimica a oltre 1250°C.

Cos'è la stonalizzazione?

Ogni piastrella ha una propria tonalità. Il grado di stonalizzazione indica il livello di uniformità del tono delle piastrelle di una serie e va dal livello V1 (elevata uniformità) al livello V4 (elevata disuniformità). La stonalizzazione di una serie identifica una caratterizzazione estetica di un prodotto che normalmente deriva dal materiale originario preso come modello di riferimento (es: i marmi in natura sono fortemente stonalizzati, le sabbie invece molto uniformi).

Come posso scegliere la piastrella migliore per le mie esigenze?

Ogni spazio ha specifiche diverse: è un esterno o un interno? E’ un edificio commerciale o residenziale? E’ un pavimento o un rivestimento? Contatta un nostro esperto o rivolgiti a un nostro punto vendita per una consulenza gratuita e per scoprire la soluzione migliore per la tua esigenza. Consulta la nostra pagina ‘Punti vendita’ per scoprire il rivenditore a te più vicino.

Spessori.
Quali sono le caratteristiche dello spessore sottile 6,5 mm?

Sottile, leggero e resistente. In uno spessore di soli 6,5 mm sono racchiuse impensabili caratteristiche di forza, resistenza e flessibilità. Il modulo di rottura alla flessione è superiore a 45 N/mmq. E’ disponibile in un ampio ventaglio di formati che spaziano dal 30×60 cm, 60x60cm, 60×120 cm a lastre di grandi dimensioni come il 120×120 cm, il 120×240 cm ed il 120×260 cm.

Il 6,5 mm è facile da posare?

Sottile e leggero garantisce tempi di posa inferiori ai prodotti tradizionali.
Una caratteristica peculiare di tutti i nostri prodotti a 6,5 mm di spessore è l’estrema facilità anche di lavorazione: il materiale può essere facilmente tagliato, sagomato e forato sia manualmente dall’installatore che con macchine automatiche e utensili per la lavorazione del gres porcellanato. È sempre consigliabile l’uso di guanti per le operazioni manuali e anche di occhiali protettivi e di mascherine antipolvere per le lavorazioni che prevedono l’utilizzo di utensili meccanici come smerigliatrici, trapani o frese. Il 6,5 mm, affinché sia posato a regola d’arte, necessita di un controllo da parte dell’operatore sulle caratteristiche del sottofondo preesistente, in quanto quest’ultimo deve essere perfettamente planare. Per la posa è consigliabile la tecnica della doppia spalmatura del collante. La fuga obbligatoria è di dimensione minima di almeno 2 mm come
prescritto dalle diverse norme di posa (in Italia UNI 11493) poichè permette di ridurre sensibilmente la rigidità dello strato del materiale posato.

Il 6,5 mm si pulisce come la ceramica tradizionale?

Sì, la lastra sottile 6,5 mm si pulisce facilmente e non richiede particolare manutenzione. Ha le medesime caratteristiche della ceramica a spessore tradizionale: la superficie del prodotto è inattaccabile dagli acidi, è resistente alle macchie e agli agenti atmosferici. La compattezza e l’inassorbenza della superficie rendono la lastra facilmente pulibile con i comuni detergenti ed assolutamente igienica per qualsiasi utilizzo.

Quali sono le destinazioni d’uso della ceramica a spessore sottile?

Le destinazioni d’uso sono molteplici: pavimenti e rivestimenti sia di interni che di esterni, residenziali,commerciali leggeri anche in sovrapposizione di pavimenti preesistenti. Le lastre extra size, nei formati 120×260 e 120×240 cm, sono anche particolarmente adatte per situazioni di decorazioni a parete nonchè per il rivestimento di porte o armadi a muro.

Quando e perchè scegliere lo spessore da esterno 20mm?

Nel formato spessorato 20 mm, il progetto ceramico dona uno stile dinamico e contemporaneo agli spazi esterni. E’ facile da posare su ogni tipo di terreno ed estremamente resistente a qualsiasi fattore di usura. Il 20 mm è la soluzione ideale per realizzare camminamenti, percorsi e altre soluzioni progettuali nei pressi di
giardini, cortili e altri contesti di outdoor design.

Quali sono i vantaggi del 20 mm?

Cooperativa Ceramica d’Imola offre un’ampia gamma di formati e di finiture superficiali a spessore 20 mm per soddisfare ogni tipo di esigenza funzionale ed estetica. Per essere collocata all’esterno, la piastrella risponde ai seguenti requisiti: è ingeliva, resiste ai sali e agli sbalzi termici. E’ antiscivolo, resiste ai carichi (quali automobili e mezzi in generale), all’usura del tempo e degli agenti atmosferici. E’ inattaccabile da muffe e muschi.

Come si posa il 20 mm?

Essendo una piastrella monolitica, ciascun pezzo può essere posato su uno strato già esistente di erba, di ghiaia o di sabbia. Le lastre possono essere accostate per ottenere una superficie continua ma si può scegliere di lasciare una fuga uniforme tra ciascun elemento, più o meno larga, entro la quale il sottostrato (come l’erba) può continuare a crescere conferendo un aspetto più naturale alla pavimentazione. La posa è eseguita a secco: un sistema facile e veloce da installare che evita fessurazioni e rotture. La posa può avvenire inoltre anche secondo i sistemi di pavimentazione sopraelevata, risolvendo eventuali problemi di planarità. Il sistema è costituito da pannelli di supporto accoppiati alla superficie di finitura, posizionati sulla struttura portante che consente la sopraelevazione del piano di calpestio creando un’intercapedine nella quale è possibile anche fare passare gli impianti tecnici. Una posa di questo tipo presenta diversi vantaggi quali: il pavimento resta ispezionabile per consentire di verificare la presenza di fogliame o residui che possano ostruire il corretto deflusso delle acque; evita l’accumulo dell’acqua sulla superficie mantenendo le fughe tra le lastre aperte con effetto drenante; la flessibilità del sistema consente di modificare le aree coperte senza alcuna demolizione. E’ possibile installare il sistema su una pavimentazione esistente senza doverla rimuovere rinnovando le superfici esterna senza oneri inutili.

Manutenzione e pulizia.
Come deve avvenire la prima pulizia del gres porcellanato?

Il lavaggio dopo posa è una fase di fondamentale importanza per tutti gli interventi successivi di manutenzione. Con tale intervento si eliminano i residui di posa ed il normale sporco di cantiere come: stucco, malta, colla, pittura, ecc.
Una volta trascorsi i tempi di stagionatura dello stucco cementizio, si deve procedere ad una pulizia con detergente acido tamponato attenendosi scrupolosamente alle istruzioni d’uso e diluizioni indicate sulla confezione del produttore. Per questa operazione si utilizzano acidi tamponati tipo Cement Remover della Faber, il FILA DETERDEK o similari in quanto non sviluppano fumi nocivi e non aggrediscono le fughe, secondo le modalità seguenti:
– Utilizzare i detergenti diluiti 1:5 (1 litro di detergente in 5l di acqua possibilmente calda). Spazzare/aspirare bene la pavimentazione e distribuire uniformemente la soluzione acida diluita utilizzando un normale panno in microfibra, oppure nel caso di grandi superfici una monospazzola dotata di dischi scotch-brite con tampone di colore idoneo alle superficie da trattare.
– Lasciare agire la soluzione in funzione dell’intensità dello sporco e della tipologia del prodotto.
– Eseguire un’azione meccanica con lo straccio in microfibra, oppure con spazzolone con setole in nylon per superfici strutturate, nel caso di grandi superfici con monospazzola munita di disco Scotch-brite del colore idoneo per la superficie da trattare.
– Raccogliere il residuo con stracci oppure aspirare i liquidi.
– Risciacquare accuratamente con acqua ripetendo l’operazione anche più volte sino all’eliminazione di qualsiasi alone o residuo. Qualora rimanessero zone non perfettamente pulite, ripetere il lavaggio acido a concentrazioni più elevate.
AVVERTENZA: Tale intervento può risultare aggressivo nei confronti di materiali e componenti ubicati vicino alla piastrellatura, ad esempio, soglie e davanzali di marmo, serramenti metallici e altro; si invita pertanto a proteggere opportunamente queste parti prima di procedere alla pulizia come riportato in precedenza.

Nel caso fosse stato utilizzato uno stucco epossidico occorre utilizzare gli appositi pulitori commercializzati dai produttori degli stucchi stessi oppure utilizzare l’Epoxy cleaner della Faber, il Fila CR10 o similare, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate sulla confezione.

Come deve avvenire la prima pulizia di decori e inserti speciali con applicazioni materiche (oro, argento,lustri,ecc)?

Le materie utilizzate per questi decori hanno particolari caratteristiche tipiche dei metalli preziosi.
Occorre prestare molta attenzione nella fase della posa (evitare residui di colla/stucco sulla superficie del materiale) e soprattutto in quella della pulizia; evitare assolutamente l’uso di prodotti abrasivi che potrebbero graffiare e danneggiarne la superficie. Per la pulizia si consiglia di utilizzare unicamente panni morbidi con acqua calda e alcool e non usare assolutamente prodotti abrasivi. Per questi motivi non si potranno accettare reclami e/o contestazioni a posa ultimata.

Come deve avvenire la pulizia ordinaria del gres porcellanato?

Una corretta pulizia viene semplicemente effettuata mediante straccio in microfibra in una soluzione diluita di un detergente neutro per piastrelle tipo Floor Cleaner della Faber, il Fila Cleaner o similare seguendo le istruzioni d’uso e diluizioni indicate sulla confezione dal produttore. Evitare l’utilizzo di prodotti ceranti e/o impregnanti; per le grandi superfici è consigliabile l’utilizzo di macchine lavasciuga.

Quotidianamente occorre:
– Asportare bene la polvere con apposite scope o aspirapolvere.
– Lavare con i sopracitati detergenti (o detergente neutro a basso residuo) in diluizione 1:200 (una tazzina in un secchio da 5 litri d’acqua) utilizzando uno straccio umido che andrà sciacquato spesso nella soluzione.

ATTENZIONE: Se il pavimento, dopo qualunque tipo di lavaggio, presenta segni di passaggio dello straccio, lavare bene con acqua pulita, sciacquando spesso e strizzando bene lo straccio. Non eccedere mai nella quantità di detergente da diluire in acqua, a meno che il pavimento non risulti molto sporco e si
preveda un risciacquo al termine. Periodicamente è consigliato eseguire un lavaggio sgrassante con Tile Cleaner della Faber, FILA PS/87 o similare in diluizione 1:20 in acqua (possibilmente calda in quanto ne aumenta l’efficienza) seguito da una fase di accurato risciacquo; oppure un lavaggio disincrostante in presenza di residui di calcare, utilizzare Cement Remover Faber, FILA DETERDEK o similare in diluizione 1:20 in acqua (possibilmente calda in quanto ne aumenta l’efficienza) seguito da un accurato risciacquo.

ATTENZIONE: Qualora rimanessero zone non perfettamente pulite, ripetere il lavaggio sgrassante e/o disincrostante a concentrazioni più elevate. L’operatore incaricato di questo intervento di manutenzione dovrà sempre procedere ad una preliminare verifica su una porzione limitata di materiale.

Come eliminare macchie di varia natura sui materiali ceramici?

La manutenzione straordinaria è un intervento da fare solo al verificarsi di macchie o alonature di varia natura, non eliminabili con la comune manutenzione ordinaria. La loro rimozione si ottiene attraverso una reazione chimica fra la macchia ed il detergente, per cui, a seconda della natura dello sporco, possiamo intervenire, utilizzando una soluzione opportuna come visibile nella tabella seguente.

TIPO DI SPORCO INORGANICO
Efflorescenze calcaree, gesso, segni metallici, ruggine, grafite, ecc.
TIPO DI SOLUZIONE A BASE ACIDA (*): tipo Cement Remover Faber, FILA Deterdek o similare.

TIPO DI SPORCO ORGANICO
Coca cola, caffè, vino, birra, gelato, maionese, ecc.
TIPO SOLUZIONE A BASE ALCALINA: tipo Tile Cleaner Faber, FILA PS/87 o similare.
Pneumatici, suole di gomma o delle scarpe, ecc.
TIPO DI SOLUZIONE A BASE ALCALINA: tipo Tile Cleaner Faber, FILA PS/87 o similare.

TIPO DI SPORCO SINTETICO
Resine, oli minerali, cere di candela, vernice, inchiostri, lampisti, ecc.
TIPO DI SOLUZIONE SOLVENTE: tipo DILUENTE NITRO, ACETONE, FILASOLV o similari.

(*) Questi interventi vengono effettuati utilizzando una spugna umida o uno strofinaccio a seconda
dell’estensione della macchia il pavimento deve essere abbondantemente sciacquato e asciugato.

Sostenibilità ambientale.
Cooperativa Ceramica d’Imola ha attivato una serie di iniziative per essere “ecologicamente consapevole”?

Sì, Cooperativa Ceramica d’Imola è da sempre attenta alle dinamiche che riguardano il rispetto dell’ambiente. Già da diversi anni sta lavorando per un’adeguata identificazione ed installazione delle risorse tecniche ed impiantistiche, secondo una politica “Green” rivolta all’eco-efficienza aziendale e alla sostenibilità. Oggi giorno l’espansione dell’attività umana va di pari passo con la riduzione della capacità dell’ecosistema di rigenerarsi: se l’ecosistema avesse un ritmo elevato di produzione, non saremo qui a preoccuparci per i nostri bisogni e per quelli delle generazioni future. E’ per questo che oggi, sempre più, l’eco sostenibilità è un valore da perseguire e condividere. Per queste ragioni Cooperativa Ceramica d’Imola ha attivato una serie di iniziative per rendere se stessa e tutti i suoi dipendenti “ecologicamente consapevoli” e più attenti nelle attività quotidiane a partire dal recupero ogni giorno del 96% dei rifiuti provenienti dalle attività industriali e dagli uffici, riconvertendoli in altri usi.

I materiali di Cooperativa Ceramica d’Imola contengono rifiuti post-industriali?

Sì, tutti i rifiuti generati in fase di realizzazione dei nostri prodotti vengo reintrodotti nel ciclo produttivo. In prevalenza si tratta di rottami di piastrelle, sia cotte che crude, che vengono ulteriormente lavorati ed inseriti in impasti dedicati in sostituzione di alcune materie prime naturali. Contemporaneamente il processo produttivo è in grado di ridurre i consumi di acqua, di energia e di emissioni di CO2.

In che modo Cooperativa Ceramica d’Imola controlla l’impatto ambientale della sua produzione?

Un settore di Cooperativa Ceramica d’Imola si occupa esclusivamente della gestione ambientale. Vengono costantemente valutati e monitorati tutti gli aspetti ambientali e gli impatti che le nostre fabbriche possono generare sul territorio. Le attività principali spaziano dalla valutazione dell’impatto acustico alle emissioni in atmosfera, dagli scarichi idrici alla gestione dei rifiuti.

Di quali certificazioni godono i prodotti di Cooperativa Ceramica d’Imola?

L ’Azienda ha ottenuto importanti riconoscimenti come la Certificazione Ambientale ISO 14001, la registrazione Emas, i crediti L.E.E.D., la Certificazione Ecolabel e la produzione di prodotti ceramici marchiati CE, CCC, oltre alla Certificazione nel sistema di qualità ISO 9001.

I materiali di Cooperativa Ceramica d’Imola sono certificati LEED?

Cooperativa Ceramica d’Imola è membro del Green Building Council Italia che opera per la diffusione dei criteri del marchio LEED.

I materiali Cooperativa Ceramica d’Imola contribuiscono ad ottenere punti per la certificazione LEED?

Le piastrelle di Cooperativa Ceramica d’Imola, in relazione alle caratteristiche e al processo produttivo con cui sono realizzate, possono contribuire ad ottenere i crediti L.E.E.D (Leadership in Energy and Environmental Design). Il Leed è un sistema di certificazione energetico – ambientale degli edifici che prevede l’attribuzione di un punteggio, assegnato in funzione della comprovata conformità rispetto ad alcuni “crediti” prestabiliti.